(Sic) Transit Cuba (2017)

Massimo Cristaldi Essays 0 Comments

Viviano in un tempo di cambiamenti accelerati, scrivo nella mia “metafora dei confini”.
Certamente, a Cuba pochi cambiamenti sono avvenuti negli ultimi decenni. Quindi come “transita” Cuba? Cosa cambierà nel prossimo futuro?
Una degli aspetti sorprendenti, quando si arriva da un paese occidentale, è la quasi totale assenza di pubblicità stradali. Normale per un paese comunista, dove la concorrenza non esiste. Niente manifesti pubblicitari ma solo sporadici cartelloni tipicamente inneggianti ai valori della “Revolucion”, con frasi celebri di Fidel, del Chè, di Marti, di Cienfuegos o di altri padri della Patria. All’ingresso dei paesi spesso una grande scritta illustra l’importanza del luogo o il suo ruolo alla fine degli anni Cinquanta.
La retorica del regime, con tutto il suo apparato iconologico, solidamente piantato al suolo, fa così da contraltare statico a tutto quanto, all’intorno, si muova: uomini a piedi, venditori improvvisati, biciclette, auto, cavalli, carretti.
Ho così, da una macchina in corsa, osservato Cuba, ritraendo le persone in movimento con me, in un’isola, che, a quasi sessant’anni dal 1959 e un mese dopo la morte di Fidel Castro, si muove ancora ad una velocità diversa dal resto del Mondo. “Sic Transit Cuba”.

Por Cuba: Unitad Y Compromiso
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