Perchè questa immagine segna la mia storia di fotografo

Massimo Cristaldi Fotografie, Storie Lascia un Commento

Questo articolo parla di un luogo e di una fotografia che è stata significativa per la mia evoluzione come fotografo.

S eguimi attraverso questo flusso di memoria dato che i primi fatti relativi a questa immagine accadevano il 19 aprile 2007.

11 anni fa, cinque anni dopo l’inizio del mio viaggio nella fotografia digitale, stavo attivamente esplorando luoghi interessanti nella mia isola di origine: la Sicilia. Ricordo che ero con un amico e andavamo verso sud rispetto a Catania in cerca di qualcosa da fotografare per iniziare a costruire i nostri primi portfolio. Siamo capitati sulla spiaggia che segna il passaggio dalla costa di sabbia bianca ad una ripida scogliera rocciosa e con formazioni di pillow-lava.

Febbraio 2007: L’altarino dalla costa

A quel tempo stavo giocando con il mio nuovo Sigma 15-30 e una Canon 5d. Ricordo come era fantastico giocare con quelle esagerate prospettive grandangolari su quella spiaggia usando un tronco a forma di mano che galleggiava sulla battigia e che era stato portato lì da una tempesta recente.

Da lontano, mentre scattavo al tronco, notai un piccolo altare votivo costruito sulla scogliera: uno dei tentativi di chiedere a Nettuno o a Dio, o qualunque cosa tu possa chiamare Divino, protezione per i pescatori che si avventurano di notte in mare.

Febbraio 2007: il fiero pescatore

Decidevo, così, che valeva la pena fare una piccola passeggiata per fare qualche scatto. Lungo il percorso incontravo un pescatore locale che mi mostrava con orgoglio una Murena appena rimasta tra le reti . E poi ho visto l’edicola votiva. Li chiamiamo, familiarmente, “Altarini”. Avevo il mio obiettivo grandangolare e grazie anche alla bassa marea, riuscivo a scattare alcune foto con molte rocce in primo piano. Tra i vari scatti la foto di apertura di questo articolo è stata la mia scelta.

N ei seguenti mesi ho continuato a ripensare a quella fotografia. Ho immaginato una storia legata ad un pescatore in mare e, per la prima volta nella mia vita, ho pensato che il posto meritasse delle fotografie staged. Ho immaginato una modella, una donna siciliana vestita di nero, dai capelli neri, vicino all’altarino forse a pregare per il suo uomo che non tornava dal mare: qualcosa sulla falsariga di Luchino Visconti” La Terra Trema “.

Scrissi un testo, trovai una mia amica (Lucia, lo stesso nome di uno dei personaggi del film) e tornai in all’altarino sulla scogliera nel Settembre 2007. Armato con la fidata Canon 5d, un 16-35 la mia amata Rollei 6003 professional . E’ stato molto divertente vedere come le suggestioni di quel luogo visto per la prima volta in Aprile, potessero diventare veri in un pomeriggio di Settembre. Ho potuto vedere in pratica i risultati della mia immaginazione, ma, in qualche modo, non ho mai creduto nella storia risultante anche se, lo ammetto, mi sono piaciuti alcuni scatti: per me la fotografia è stata quella che avevo scattato in aprile, che mostro qui nella variante in bianco e nero.

Aprile 2007: L’altarino in bianco e nero

LUCIA nel settembre 2007

LUCIA nel settembre 2007: scattata con una ROLLEI 6003 PROFESSIONAL

S e sei arrivato a leggere fin qui potresti chiederti cosa è successo qualche giorno fa. Questa volta, in giro in moto lungo la costa sudo, sono tornato all’ Altarino con la mia Sony RX1R II . È stato solo un caso perché non era stato pianificato in anticipo. Ma, avendo il tempo, pensavo che l’Altarino valesse un’altra visita. Cosa ho trovato?

  • Alta marea questa volta.
  • Non ci sono fieri pescatori, ma un pescatore con uno smartphone.
  • Una seconda croce aggiunta alla prima sull’edicola.
  • La linea costiera è cambiata.
  • Ho una fotocamera più performante e ho undici anni in più.

FEBbraio 2018: l’altarino oggi

C osa è successo in questi undici anni? È successo che, nel 2009, ho iniziato a fotografare altarini votivi di notte, realizzando così il mio progetto Simulacra . Questo è il motivo per cui quella fotografia, e quell’altarino lungo la costa, è significativo per me: tornare lì undici anni dopo è stato il tributo giusto per un posto che ha guidato quello che ho fotografato e che sto ancora fotografando.

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