Touch Ground (2009-2014)

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Nel 2013 circa 42.000 migranti hanno sfidato il mare per raggiungere l’Italia e l’Europa, soprattutto attraverso la Sicilia e nelle sue isole minori. Svariate migliaia di persone hanno fatto lo stesso percorso negli anni precedenti.
In Touch Ground ho fotografato le spiagge, i porti, le scogliere, i luoghi dove, negli ultimi anni, sono sbarcati (o hanno tentato di arrivare) i migranti dal Nord Africa. E’ un progetto di ricognizione ed esplorazione su una terra e un suolo agognato, oggetto di speranze, di tragedie, di felicità, di delusioni e, a volte, di morte. Luoghi che di notte mi sono apparsi carichi di significati e in cui ho percepito assenze che mi hanno suggestionato, come d’altronde nel suo complesso ha fatto un flusso migratorio di dimensioni epiche. Si tratta quindi, ancora una volta, di un lavoro sui confini, in questo caso tra mare, terra e uomini. Paesaggi marini, eppure “luoghi del presente”, luoghi di storia contemporanea, teatri di avvenimenti tragici per alcuni, semplicemente “mare” per tutti noi.
A mio figlio Vittorio, perché possa vivere in un Mondo senza confini.
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Background

Nel 2009, a Lampedusa, nel pieno del regime “anti-immigrazione” promosso dal governo Berlusconi, la situazione apparente era di una certa “calma”. Si vedevono i segni degli arrivi dei migranti, barconi abbandonati e, già allora, realizzavo le fotografie di Wrecked Dreams Lampedusa. Certamente, abitando in Sicilia, non potevo non essere colpito dalle dimensioni del fenomeno migratorio e, a vario titolo, venico in contatto con alcuni migranti sbarcati nel 2002, in condizioni alquanto fortunose e che oggi vivono tra noi. Mi domandavo come è la Terra che quelli più fortunati tra loro hanno visto dopo settimane di mare.  Anthony mi dice, in un italiano stentato “Mare, mare, mare, paura, paura, paura”. Poi, finalmente, una luce, un approdo. Una possibile salvezza ma solo per quelli DAVVERO fortunati. E così decido di iniziare una ricognizione sistematica dei luoghi di “sbarco”, da Lampedusa, a Linosa, alle coste Sud ed Est della Sicilia. Trovo le spiagge, le scogliere e, ancora una volta, i barconi, a volte ancora spiaggiati, a volta trainati in porto. Mi sembra interessante come quello che per noi è “il mare” possa assumere un significato completamente diverso per chi da quel mare arriva. In sbarco c’è un’accezione vagamente militaresca che è divenuta parte del lessico corrente: lo sbarco in Normadia è però molto diverso dagli sbarchi in Sicilia, a meno che non la si pensi come chi si sente “invaso”. In questi anni di appostamenti notturni ho cercato pian piano di sintonizzarmi con i luoghi e a farmi suggestionare da loro. Touch Ground è il risultato, sicuramente imperfetto, delle emozioni provate su quelle spiagge e in quei luoghi, con un crescente numero di eventi, spesso tragici, che man mano si accavallavano. “Dal 1988 almeno 19.524 giovani sono morti tentando di espugnare la fortezza Europa, dei quali 2.352 soltanto nel corso del 2011, almeno 590 nel 2012 e 801 nel 2013. Il dato è aggiornato al 19 marzo 2014” (fonte: FORTRESS EUROPE).

Ringrazio Gabriele Del Grande con la sua FORTRESS EUROPE, fonte di utili informazioni; Salvo Lupo, Salvo Messina e Leo Borelli per la compagnia notturna; Joel Meyerowitz, Pippo Pappalardo e Doug Menuez per i preziosi consigli.

Eloro

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