Francesco Zizola: il Workshop

Massimo Cristaldi Other Photographers 6 Comments

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Comments 6

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    Questo breve resoconto arriva a circa un mese dal workshop e quindi ho, sicuramente, tralasciato qualcosa, glissando su alcuni aspetti. Chi volesse intervenire con domande o richieste specifiche può farlo, naturalmente, qui di seguito.

  2. Ottimo racconto di un workshop. Ad essere sincero devo dire che te lo invidio molto. Alla fine lavoro sopratutto con la fotografia artistica, per gallerie e esposizioni, e recentemente un pelo di moda. I veri fotografi che ammiro incondizionatamente, le fotografie che mi emozionano e mi toccano, quello che vorrei poter fare però è sempre stato il fotogiornalista, il reporter di guerra, le foto di posti lontani, delle persone che popolano il mondo. Devo trovare il modo piano piano di indirizzarmi di più su quella strada.

    Grazie anche, naturalmente, per aver linkato Fotografia e Verità. Giusto a scnso di equivoci devo dire che è un lavoro ancora in corso. Per esempio non ho ancora parlato della fotografia giornalistica, l’intervento è in scaletta fra 3 o 4 episodi, quindi bisogna pazientare ancora un mesetto circa.

    buon esercizio di mimetica e visione periferica a tutti.

  3. dimenticavo…
    perché lo fa? quali sono le sue motivazioni? perché vuole documentare a tutti i costi? perché è quello il suo modo di vivere e ormai non ne può più fare a meno?

    e poi: cosa lo schocca terribilmente al suo ritorno? è una cosa che posso capire, che probabilmente condivido, visto che io sono shoccato ogni giorno, mi immagini chi come lui può vederci da fuori…

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    Fabiano,

    da quello che ho capito ha due motivazioni (ma anche una famiglia e dei figli):

    – una passione compartecipata per quelle genti e per quei luoghi. Sa di rischiare, e tanto, ma il valore ETICO del suo lavoro lo spinge a continuare a farlo. Per questo è un “indipendente”: non si piega e vuole VERAMENTE raccontare quello che vede, senza filtri edulcorati di censure e propaganda.

    – E’ il suo lavoro. Lo fa e ne parla con una enorme passione. Per certi versi mi è sembrato un idealista, ma devo dire che fa sempre piacere trovare idealisti nel 2008.

    Tornare lo sciocca perchè i valori (come la parola, il rispetto) tipici di quei luoghi da noi non esistono più.

  5. certo che partire per zone di guerra con i figli a casa che ti aspettano lo trovo un po’ egoista. s sei solo decidi per te stesso, se hai una famiglia decidi anche per chi ti sta attorno. zizola fotografa con grande passione, ma allora la sua passione per la fotografia è maggiore di quella per la sua famiglia? io non ci riuscirei mai. l’uno o l’altro. le due cose non sono compatibili, sono scelte di vita. io faccio il fotoreporte e proprio per una sclta di questo genere lavoro in città con quotidiani. invidio molto chi affronta questo mestiere in modo più internazionale, ma ho dovuto scegliere: famiglia e amici o viaggi e fotografia (e instabilità economica..)

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    Giulio,

    sono convinto che riuscire nell’intento di fotografare in modo staordinario l’ordinario (della vita alla quale siamo abituati) non sia affatto da considerare secondario… Penso a Martin Parr, ad esempio. Probabilmente cogliere le distorsioni della nostra società può essere ugualmente intrigante e forte…. Di sicuro chi si spinge ai limiti del rischio ha dentro delle motivazioni che risulta difficile esternare e comprendere appieno….

    Massimo

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