A Men’s World – a text by Franco De Grazia

Massimo Cristaldi Photography as Art, Reviews & Interviews, Thoughts Leave a Comment

[lang_it] Franco De Grazia, già curatore di “Esplorazioni, ha voluto dedicare questo testo al mio progetto “A Men’s World”.

Spesso si dice che la tradizione, con il suo naturale conservatorismo, si rivolge al passato, ostacola il cambiamento delle abitudini ed impedisce il progresso contrastando l’affermarsi di nuovi comportamenti ispirati da un bisogno di contemporaneità. Certamente la tradizione cristallizza solo ciò che da lungo tempo si sedimenta nell’agire umano ma è anche vero che proprio ciò ci consente di illuminare delle realtà che la macchina della modernità condanna alla marginalità sino a farle scomparire del tutto alla nostra vista. Realtà, per esempio, di una civiltà contadina non molto lontana nel tempo, eppure quasi scomparsa dalla nostra memoria, realtà di una società patriarcale dove la rigidità dei ruoli imprigionava l’essere umano, dove il detto “sii uomo” non aveva il senso di un risibile invito all’orgoglio maschilista, ma costituiva un energico richiamo a valori umani forti che costituivano un sicuro orientamento etico sia nei rapporti sociali che in quelli privati. Un mondo che la luce di un irrevocabile tramonto storico fissa in tutta la sua anacronistica pateticità ma che tuttavia conserva nel presente un grande fascino e offre molti spunti di riflessione.
Contadino, mediterraneo e patriarcale è questo “mondo di uomini”,verso il quale si rivolge l’attenzione di Massimo Cristaldi. Un mondo popolato da anziani, che l’obiettivo fotografico scandaglia per ritrovare nelle posture, nei gesti, nelle espressioni, nelle parole sospese, il senso di un’antica umanità.
La profondità spaziale, ridotta ad arte, non cerca sfogo in sfondi evasivi, cosicchè l’immagine nitida e calda coglie il gesto declamatorio del cantastorie, la severa compostezza di vecchi giudici, la religiosa attenzione nel lavoro quotidiano, la coralità del parlare, i momenti di triste ma serena riflessione individuale, in una successione asciutta, senza retorica né vagheggiamenti, quasi fosse la realtà stessa a mettersi in posa. Persone comuni assumono, nello scatto del presente, i panni di grandi figure del passato per parlare un linguaggio antico eppure attuale.
In questo reportage un solo primo piano offre, nella sua espressione, la sintesi esistenziale e culturale di questo “mondo di uomini”: lo sguardo di un vecchio contadino si volge malinconico al tramonto ancora pieno di desiderio ma consapevole che il giorno sta per finire.

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Franco De Grazia has dedicated this text to my “A Men’s World”:

Tradition, as often said, is by definition conservative: looking to the past, it’s sometimes an obstacle to promote changes  in human habits amd makes difficult the establishment of new behaviours inspired by the need of living the present. Tradition crystallizes aspects always visible in human acts but gives the possiblity to lighten some “way of living” considered marginal in our cultures. Facets,  for instance, of country life not very old, but often wiped out in our memories. Country contexts where rules where fixed, where “you should act as a man” was not meant as a silly demonstration of masculine pride: it was a strong recall to important human values, a precise ethic bearing in private and in social life. A world slowly disappering, but still showing a great appeal and offering interesting ideas.
Mediterranean,  patriarchal is Massimo Cristaldi’s “A Men’s World”. A world populated by elders, that the lens observes to find in gestures, positions, espressions, floating words, the sense of an old humanity.
The spatial depth, limited by choice, is precisely focusing in the moviments, in the severe standing of old judges, in the religious attention to everyday work, in common conversation, in the sad but relaxed self thoughts. Photos represent an essential sequence, without rhetoric, as if reality itself wants to pose for the photographer. Common people becomes, in the shots of the present, the shadow of great figures of the past, still alive and able to talk an ancient but actual language.
In this series only a portrait offers, in his expression, the synthesis of the lives and of the cultural heritage of this “men’s world”: the glance of an old farmer looking to the sunset still full of wishes but conscuios that the day is going to finish.

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