Migliaia di turisti vanno ogni anno a trascorrere le vacanze a Lampedusa. Dall’Italia o dal resto d’Europa l’attrazione sono le spiagge, l’acqua turchese e le belle scogliere.

Eppure succede anche dell’altro in questo piccolo scoglio calcareo nel mezzo del Mediterraneo.

Stormi di migranti (36.000 tra Febbraio 2008 e 2009), con un sogno di pace e di una vita migliore dipinta negli occhi, con la disperazione di chi scappa dalla guerra, cercano di affrontare quel mare meraviglioso con barche improvvisate di ogni tipo. Vengono dal Sud del mondo (Libia e Africa) con un sogno in mente: dare una chance alle proprie vite.

Al centro dell’isola gusci di barconi spezzati sono impilati vicino ad una recinzione. Ognuno è marcato con una data e con le iniziali di chi ha soccorso i passeggeri. I barconi, mezzi fisici per raggiungere un sogno, finiscono la loro vita in questo cimitero con tutti i segni e le ferite di una tragedia individuale e collettiva appena accaduta.

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15 Fotografie

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Massimo Cristaldi: Simulacra « Critical Terrain | image object environment
28 September 2009 at 6:06

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