Un nuovo Ansel Adams

25/03/2009

in Camera Chiara,Pensieri

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vignetta-ansel-adamsLa vignetta che vi propongo, del solito simpatico What the Duck, è perfettamente adeguata alla storia che vado a raccontarvi. Man mano che, in qualche modo, si diventa più “conosciuti” nel mondo virtuale più accadono delle storie “strane”.

Vengo contattato da una persona, tramite Internet ed alcuni forum, che si presenta come l’assistente dello stampatore di Helmut Newton. E’ italiano e di base sta a Parigi, ha una buona parlantina e una bella preparazione “ostentata” sulla fotografia e sulle tecniche di stampa, Platino incluso. Afferma di avere un CV impressionante, una laurea in matematica alla Normale di Pisa, ed una profonda conoscenza del mercato artistico. Si presenta come una specie di GURU assoluto della stampa, una specie di reincarnazione di Ansel Adams.

Mi adula dicendo che le mie fotografie sono di buon livello, ed assolutamente meritevoli di essere presentate correttamente in importanti gallerie della capitale Francese. I miei recenti piazzamenti a concorsi importanti aiutano. Si propone di effettuare una stampa del mio portfolio a “regola d’arte” e per contattare assieme potenziali galleristi. Lambda A2, montaggio, un paio di DIASEC di grandi dimensioni, circa 30 fotografie. Passiamo del tempo tra email e skype calls. Definiamo un prezzo per la stampa che avrebbe fatto del mio portfolio. Fa l’amico, dicendo che sostanzialmente il prezzo è basso rispetto ai suoi standard perchè lui sta investendo su di me. Se i miei lavoro vendono, lui guadagnerà più in avanti perchè diventerà il mio stampatore di fiducia.

Facciamo una prima selezione. Ne discutiamo a 3, includendo nel loop un altro amico fotografo. Difende a spada tratta alcune delle mie fotografie da lui scelte dicendo che non ci rinuncerebbe mai. Non sono del tutto convinto della selezione ma mi faccio guidare. Gli dò spago. Mi rimanda una selezione. Le fotografie da lui propugnate come indispensabili per il mio portfolio sono sparite.

Ed una serie di incongruenze iniziano a lievitare. Contatti vantati non accertabili. E poi una completa assenza dal mondo virtuale. In circa 20 anni di carriera nel mondo dell’information technology sò per certo che chiunque faccia qualcosa che abbia un minimo impatto finisce su Internet, anche a sua insaputa. Tracce di mie articoli scientifici da laureando che risalgono al 1992 sono sulla Rete. Ma di lui si trova pochissimo. Quasi nulla. Il nome sufficientemente generico da essere come il fantomatico Sig. Mario Rossi, lo aiuta.

Ma esiste Google e GoogleMaps Street-View. E altri motori di ricerca, francesi. E così, trovo, grazie alla mia conoscenza delle Rete, una sua mostra in una… galleria. O meglio, per quanto si vede da street-view e si legge sul sito, in una specie di centro sociale. Niente di male, per carità. Ma certamente non all’altezza di quanto da lui asserito. Non all’altezza di chi stampa regolarmente per Magnum Photo, di chi è al dodicesimo libro pubblicato, di chi ha uno studio a Parigi ed uno a NYC, di uno chi si dà del tu con il direttore del Louvre.

Nel frattempo le varie richieste di chiarimenti, fatte in modo da non insospettirlo, producono risposte generiche. E’ una persona decisa, diretta, che mostra di saperne abbastanza e parla con disprezzo di quelli che non sono competenti quanto lui. E, sicuramente, ha una certa conoscenza, non è il primo venuto. Probabilmente stampa pure di mestiere ma ha un po’ perso i riferimenti, gli agganci con la realtà. Gli chiedo delle foto di sue DIASEC e mi manda immagini  recuperabile online. Oggi ci sono alcuni strumenti per tracciare o recuperare un’immagine che proviene dalla Rete, forse lui non lo sa.

Il suo “essere” virtuale, fatto di un nugolo di fesserie, vacilla grazie proprio alla mondo virtuale in quanto tale. Illudendosi di essere invisibile (anche se spesso su Skype), parla e pontifica. I miei sospetti portano comunque a Parigi visto che, tracciando L’indirizzo IP che usa, finisco a Parigi. Gli dò ancora un po’ di seguito. Le incongruenze si moltiplicano. Una realtà virtuale fatta di chat (scripta manent), di tracce sbiadite di fotografie online, di generalismi, vacilla quando si confronta con richieste precise.

Lo ammettiamo in maGma e scrive della roba francamente poco attendibile, in cui dimostra un generalismo, su altri settori, disarmante. Dice, prima di essere “smascherato”, di aver scritto in vari forum di fotografia con due diversi profili, uno da “competente” ed uno da “incompetente” per una specie di ricerca scientifica. Forse sentendosi protetto dal forum chiuso e dall’essere una persona conosciuta (ma solo x skype da alcuni di noi). maGma si “ribella”, lo affronta e lui non risponde. Lo ritroviamo su Skype e ci riparliamo. Ammette di aver sbagliato. Continua ad essere generico.

Quando gli facciamo presente che abbiamo trovato una mostra in una Comune, e gli dico di incontrarci a Parigi, si defila e mi scrive che è inutile incontrarci. Si scusa. Non ammettendo nè smentendo nulla, ovviamente.

Ci sono voluti un paio di mesi di email scambiate e di chiacchierate su skype per comprendere la portata delle fesserie. E una  conoscenza di Internet fuori dal comune. Tutto finto, tutto inventato: ulteriori tentativi di contatto non hanno sortito alcun effetto.

A cosa era finalizzato il suo agire? Magari stampa davvero ma, per risultare interessante, si eleva a livelli fantomatici (che includono il possesso di un aereo privato)? Vuole stamparmi un portfolio ad una cifra in linea con il mercato?  Gestito comunque da un contratto firmato e qunidi legalmente – ma con difficoltà date le diverse legislature – attaccabile. Vuole avere i miei migliori tiffs e raw per il gusto di esserci riuscito? E’ un mitomane o il fantomatico personaggio che cerca di dipingersi addosso?

Non gli ho mandato le mie fotografie e il tempo mi ha dato ragione. A chi avrei consegnato i miei files? Potrebbe essere tutto assolutamente falso e lui essere uno che vive di questi mezzucci, irretendo persone in buona fede che recupera online. Una nuova professione: l’imbonitore virtuale. In fondo, a qualsiasi livello, per convincere qualcuno bisogna essere preparati. E la formula di GURU l’ha sbandierata, negli ultimi mesi, in parecchi dei forum fotografici più noti in Italia.

Se analizziamo l’aspetto psicologico mi pare di poter intravedere una dicotomia tra mondo reale e mondo virtuale. Che spesso si trova nei Forum. Dove dietro pseudonimi si celano, frequentemente, “casi umani” piuttosto che persone in carne ed ossa. Tipico di persone che si costruiscono un IO parallelo “buono per la rete”, in cui si sentono la reincarnazione di Ansel Adams. E la ragione di questo articoletto non è tanto quello di raccontarvi la storia, certo simpatica per certi versi, ma quanto quello piuttosto di mettervi in guardia. In fondo a questo servono i Blogs. A fare informazione.

L’imbonitore è in giro. Cambierà nickname e tornerà alla carica. E chissà quanti altri assieme a lui. Quindi guardatevi prima di fidarvi. Pretendete di vedere, di conoscere, di toccare con mano. E diffondete questo post nei forum, proprio con il fine di minimizzare  potenziali danni. Sono convinto che chi sta leggendo probabilmente ha inquadrato il personaggio di cui parliamo.Del nostro Ansel italo-francese esistono due indirizzi da verificare (presunta abitazione e teorico studio) e una mostra nella Comune in corso, con un vernissage giorno 24 Marzo. Ammesso che il nome sia reale. In fondo Parigi non è lontana. E, di certo, è assolutamente reale.

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{ 6 comments… read them below or add one }

1 roberto 25 March 2009 at 20:22

Massimo
hai fatto benissimo a pubblicare questa storia, inutile dire che il terzo fotografo che ha avuto a che fare con il personaggio in questione sono io.
Credo qui ci si trovi di fronte ad un caso da studiare a livello clinico, nelle telefonate fatte con questo grande GURU mi sono sentito dire che ha stampato per Andreas Serrano, Bettina Rheims, Helmut Newton (dove dice di avere titolarità per fare anche gli expertice), e per tutta l’elite della fotografia mondiale. Il GURU vantava anche un laboratorio a NYC che guarda caso quando io mi trovai a NYC chiesi indirizzo per andare a vedere e improvvisamente divenne uno studio/abitazione per poi dirmi che viste le spese esose del Condo aveva affittato a degli amici. Peccato che poi era interessato a prendere in affitto insieme a me uno spazio grande da adibire a studio, laboratorio e abitazioni……mah?!?!?
Non vado avanti sulla marea di cazzate raccontatemi (pensate che è amico intimo del Tronchetti Provera e che ha il suo Cessna parcheggiato per l’appunto a fianco a quello del TP)….ma quello che mi scoraggia e mi lascia attonito è la necessità di doversi “costruire” una specie di seconda vita virtuale dove la soddisfazione pare una specia masturbazione cerebrale. Mi rattrista poichè la persona, come tu dici Massimo, non è l’ultimo venuto e sicuramente è preparato e probabilmente e anche uno che qualche cosa fà….una persona che se si fosse comportata in modo onesto e sincero avrebbe anche trovato dei partner che avrebbero molto probabilmente fatto ed anche investito assieme a lui.
Queste persone sono il vero cancro della rete e come giustamente dici Massimo vanno stanati e messi alla pubblica gogna…è un diritto anche il non essere presi per i fondelli.

Ciao
Roberto Vacis

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2 Marco 27 March 2009 at 23:25

Partecipando anche in MaGma sapete come la penso su questa vicenda. Inizio anche a credere che allo stesso tempo siamo davanti ad una situazione che potrebbe avere seri problemi legati al disturbo del comportamento o ad altre disfunzioni di carattere psicologico. Questo per dire che forse non é stato una questione di comportamento volutamente truffaldino; è qualcosa che ha queste sembianze, ma in realtà é qualcos’altro. Sul piano degli effetti non cambia, sul piano della comprensione dell’accaduto si. Forse non può comportarsi in modo onesto e sincero non perchè non lo voglia, ma perchè é così.
E forse siamo di fronte ad una seria patologia, verso la quale non possiamo fare molto.
marco

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3 Pietro Dettori 29 March 2009 at 16:19

è veramente una storia incredibile!
e inquietante a tratti…

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4 fabiano busdraghi 1 April 2009 at 22:04

Ciao
come è facile immaginare, visto che vivo a Paris, ho anche io avuto a che fare con la persona in questione, cercando ripetutamente di incontrarlo e di vedere le sue foto dal vivo, senza mai riuscirci.
La mia posizione comunque è molto vicina a quella di Marco. Non credo che ci fosse l’intenzione di una truffa, secondo me è una persona che ha seri problemi, e che ha bisogno di inventarsi una vita che non c’è.
Al di la della storia e dell’aneddoto la lezione da trarre mi sembra chiara. Per un qualche meccanismo la maggior parte degli utenti di internet prendono per oro colato tutto quello che leggono nei forul e sui siti. Bisogna invece fare attenzione come (e forse più) che nella vita reale. E magari -lo dico con solo un pizzico di provocazione- pasare meno tempo a discutere con i veri o presunti guri online, e dedicarsi a fare fotografia, per davvero.
Un avvraccio a tutti
Fab

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5 Massimo Cristaldi 4 April 2009 at 11:39

Durante la mia passegiata di ieri sono capitato nella zona in cui teoricamente era lo studio del “nostro”. Portone aperto, ho avuto modo di verificare tutte le cassette postali. Naturalmente non esiste alcuna traccia di lui e le persone della zona non ne avevano mai sentito parlare….

Massimo

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6 Marco 4 April 2009 at 14:16

La cosa che continua a sconcertarmi é la presenza in contemporanea di una totale vita inventata e di una competenza (non così alta come voleva far credere, certo) ma direi buona.
All’inizio questa storia mi ha fatto abbastanza incazzare come sapete, perchè il fatto che entrasse in MaGma, in qualche modo autorizzava a crederlo vero e poi sentirsi trattati da cavie l’avevo trovato sconcertante. Oggi vedo la cosa sotto un aspetto un po diverso, al punto che mi sto convincendo a raccontare questa storia ad un mio carissimo amico e collega psicologo, di quelli bravi. Mi interessa il livello di simulazione e dissimulazione a cui si può giungere e quanto i meccanismi persuasivi possono incidere nella costruzione della fiducia (all’inizio quasi tutti gliela abbiamo data e se ad un certo punto ha iniziato a calare e i sospetti ad aumentare é perchè era eccessivo e presuntuoso, ma se così non fosse stato sarebbe stata altra cosa. Allora si che avremmo potuto parlare di truffa). Coinvolgerei anche una mia amica docente di semiotica, disciplina che sul rapporto vero-falso ha costruito un pensiero specifico. Insomma c’è pane per una miniricerca. Questa si, vera.
ci sentiamo
marco

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