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Thousands of tourists flock every summer to the island of Lampedusa off the coast of Sicily. They mostly come from the northern part of Europe of from Italy for the beaches, the turquoise waters and the cliffs. But there is more happening in this small chalk plateau in the middle of the Mediterranean. Flocks of immigrants (36.000 boat people between Feb 2008 and 2009), with the dream of peace and of a better life pictured in the eyes, with desperation for escaping war, try to cross that wonderful sea with improvised boats of all kinds. A voyage of hope from the south ...
Refinery Flocks is the resulting project of the previous Refinery Flock (2006), Refinery Again (2008). It comprises a selection of the photographs of both projects plus some new photographs taken in late 2009. The project is visible under "Works->Refinery Flock" on the Portfolio. Nature is able to adapt. Recently, for instance, great catastrophes, as petrol spills in the sea, did not produce, in some cases, all the predicted effects thanks to the extraordinary resilience of ecological systems. Our planet evolution, even if only in the last century heavy marked by the so called “industrial progress”, always showed an exceptional adaptation ...
"Yet Another": A humorous allusion often used in titles to acknowledge that the topic is not original, though the content is. This is probably my case: Yet another set of NYC photographs. Impossible non to replicate some other's works. Difficult to resist to the Big Apple sex appeal. For this reasons I decided to publish my "Impressions of NYC". Yet another tribute to a city symbol of movement, dynamism. An irresistible place. Open Impressions of NYC in Portfolio >>> [slideshow id=9]
Simulacra is the essay I'm working on since one year circa. Project rationale the following: A Simulacrum. The representation of a God, an image that does not correspond exactly to reality. Modern society, Baudrillard claims, has replaced reality and meaning with symbols and signs and has become so reliant on simulacra that it has lost contact with the real world on which the simulacra are based. These photographs are, to this respect, simulacra of simulacra. Small votive altars that populate Sicilian nights, often neglected, and to some extent, more and more anachronistic. Mysterious, dilapidated, illuminated or not, abandoned, overwhelmed by galloping ...
A violent earthquake causes thousand of victims and enormous damages. What remains are ruins and lost people. 18,522 still missing after China quake. 12 Photographs Edition of 5 +1 author’s proof / 150x100 cm – 60x40 inches Edition of 10 + 1 author’s proof / 90x60 cm – 36x24 inches Edition of 15 + 1 author’s proof / 60x40 cm – 24x15 inches "Sichuan in WORKS" >> [slideshow id=7]
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Copyright Massimo Cristaldi 2010.

{ 6 comments… read them below or add one }
Questo breve resoconto arriva a circa un mese dal workshop e quindi ho, sicuramente, tralasciato qualcosa, glissando su alcuni aspetti. Chi volesse intervenire con domande o richieste specifiche può farlo, naturalmente, qui di seguito.
Ottimo racconto di un workshop. Ad essere sincero devo dire che te lo invidio molto. Alla fine lavoro sopratutto con la fotografia artistica, per gallerie e esposizioni, e recentemente un pelo di moda. I veri fotografi che ammiro incondizionatamente, le fotografie che mi emozionano e mi toccano, quello che vorrei poter fare però è sempre stato il fotogiornalista, il reporter di guerra, le foto di posti lontani, delle persone che popolano il mondo. Devo trovare il modo piano piano di indirizzarmi di più su quella strada.
Grazie anche, naturalmente, per aver linkato Fotografia e Verità. Giusto a scnso di equivoci devo dire che è un lavoro ancora in corso. Per esempio non ho ancora parlato della fotografia giornalistica, l’intervento è in scaletta fra 3 o 4 episodi, quindi bisogna pazientare ancora un mesetto circa.
buon esercizio di mimetica e visione periferica a tutti.
dimenticavo…
perché lo fa? quali sono le sue motivazioni? perché vuole documentare a tutti i costi? perché è quello il suo modo di vivere e ormai non ne può più fare a meno?
e poi: cosa lo schocca terribilmente al suo ritorno? è una cosa che posso capire, che probabilmente condivido, visto che io sono shoccato ogni giorno, mi immagini chi come lui può vederci da fuori…
Fabiano,
da quello che ho capito ha due motivazioni (ma anche una famiglia e dei figli):
- una passione compartecipata per quelle genti e per quei luoghi. Sa di rischiare, e tanto, ma il valore ETICO del suo lavoro lo spinge a continuare a farlo. Per questo è un “indipendente”: non si piega e vuole VERAMENTE raccontare quello che vede, senza filtri edulcorati di censure e propaganda.
- E’ il suo lavoro. Lo fa e ne parla con una enorme passione. Per certi versi mi è sembrato un idealista, ma devo dire che fa sempre piacere trovare idealisti nel 2008.
Tornare lo sciocca perchè i valori (come la parola, il rispetto) tipici di quei luoghi da noi non esistono più.
certo che partire per zone di guerra con i figli a casa che ti aspettano lo trovo un po’ egoista. s sei solo decidi per te stesso, se hai una famiglia decidi anche per chi ti sta attorno. zizola fotografa con grande passione, ma allora la sua passione per la fotografia è maggiore di quella per la sua famiglia? io non ci riuscirei mai. l’uno o l’altro. le due cose non sono compatibili, sono scelte di vita. io faccio il fotoreporte e proprio per una sclta di questo genere lavoro in città con quotidiani. invidio molto chi affronta questo mestiere in modo più internazionale, ma ho dovuto scegliere: famiglia e amici o viaggi e fotografia (e instabilità economica..)
Giulio,
sono convinto che riuscire nell’intento di fotografare in modo staordinario l’ordinario (della vita alla quale siamo abituati) non sia affatto da considerare secondario… Penso a Martin Parr, ad esempio. Probabilmente cogliere le distorsioni della nostra società può essere ugualmente intrigante e forte…. Di sicuro chi si spinge ai limiti del rischio ha dentro delle motivazioni che risulta difficile esternare e comprendere appieno….
Massimo