Tutti uguali?

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29/05/2008 · in Thoughts,Other Photographers,Photography as Art

{ 4 comments }

Fabiano Busdraghi

Ciao,
ho letto con molto piacere questo post, perché proprio recentemente ho scritto anche io qualche cosa sull’argomento l’ironia del nuovo.
Condivido con te il fatto che si usino strumenti uniformizzanti e che si tende a fare quello che vuole il sistema, a soddisfare le aspettative di una sorta di macrocliente. Però secondo me è anche una questione di numeri: dobbiamo essere milioni a fare fotogorafie tutti i giorni, statisticamente qualcuno che fa il nostro lavoro deve esserci per forza. Poi dalla massa usciranno pochi, speciali, fotografi immortali.
La cosa che mi pare più ironica però è il fatto che non solo scattiamo tutti fotografie simili, ma anche che gira e rigira scriviamo cose simili nei blog. Inquietante!
ciao ciao
f

Massimo Cristaldi

Non avevo letto questo tuo articolo e quindi la cosa è effettivamente ANCORA più inquietante!!! :-) Forse ha ragione Chase con l’idea della “social fabric”. Forse questo è quanto spinge fotografi con Francesco Zizola a cercare posti “nuovi” e complessi e a trovarsi, al ritorno, molto più shockati della nostra realtà che da quella, fatta di guerre e situazioni difficili che lui generalmente ritrae…. (parole sue, durante il suo ultimo workshop a Milano al quale ho avuto il piacere di partecipare).
Certo, uscire dalla massa con soggetti molto simili è ancora più difficile. La “popolarità” del mezzo, che spinge moltissimi ad avere successi addirittura semplicemente con Flickr, fa sì che, a mio avviso, si stia definendo un nuovo “gusto” fotografico, più globalizzato e quindi appiattito. Oggi, con un po’ di photoshop e alcuni strobes, posso fare un ritratto alla “Fiscus”, stessa cosa che è accaduta con il “fenomeno” Dragan.

Fabiano Busdraghi

Stupefacente l’articolo che hai citato!
Vero quello che dici su Dragan, ma devo anche ammettere che il 90% di chi fa i ritratti alla Dragan ne fa solo delle brutte copie che non hanno il gusto e il raffinato uso del colore e del contrasto che fa lui. Quando poi ti stacchi da internet e vai in giro per mostre e musei ti rendi conto che chi fa fotografia che conta, anche se a volte si ripete un po’, in genere comunque non ha l’appiattimento desolante delle masse.
ciao
f

marko

cè anche una altra spiegazione più metafisica.
Le idee sono nell’aria e le persone con sensibilità simile sono attratte o inspirate allo stesso tempo e nello stesso modo…